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Il Telegrafo sulla presentazione di domani alle 21 a Capoliveri: “Bernabei, esempio di cultura politica”

17 Set
17 Settembre 2021

Oggi in edicola

“Bernabei, esempio di cultura politica”

Capoliveri, domani sera alle 21 in piazza Matteotti sarĂ  presentato il libro di Piero Meucci sul giornalista


Per celebrare i 100 anni dalla nascita di Ettore Bernabei, giornalista, dirigente d’azienda e produttore televisivo, domani alle 21, in piazza Matteotti a Capoliveri, verrĂ  presentato il libro di Piero Meucci ‘Ettore Bernabei Il primato della politica’ edito da Marsilio nella collana ‘Gli Specchi’. All’evento, promosso dal Comune di Capoliveri e dal Premio Letterario Internazionale ‘Isola d’Elba- Raffaello Brignetti’, in collaborazione con la Fondazione Formiche, saranno presenti l’autore, giornalista autore di vari libri di giornalismo, politica ed economia ed attuale presidente di Arctron, l’Associazione degli Archivi Cristiani dei Toscani del Novecento ed attuale direttore di un giornale online, il figlio di Ettore Bernabei, Giovanni, manager della Lux Vide ed il presidente della giuria letteraria del premio ‘Elba-Brignetti’ e della fondazione Formiche Alberto Brandani.

“Abbiamo deciso di fare un tour in sette cittĂ  d’Italia partendo da Siena – spiega il professor Brandani â€“ per portare all’attenzione dei giovani l’importanza della cultura politica. Ricordare i 100 anni dalla nascita di Ettore Bernabei può essere oggi l’occasione per tracciare un apologo a buon uso delle nuove generazioni. Un esempio in cui successo e merito sono le facce della stessa medaglia. Bernabei è stato un giornalista autorevole dirigendo due quotidiani, ha guidato la Rai per ben 14 anni e, dopo una pur significativa parentesi da manager industriale, ha dato vita a uno dei progetti imprenditoriali e culturali piĂš rilevanti varati in Italia: la societĂ  di produzione televisiva e cinematografica Lux Vide”.

“Nonostante la sua contemporaneitĂ  – prosegue il professor Brandani – Bernabei condensa alcuni valori che la societĂ  moderna fatica a recepire. Innanzitutto un rapporto di fedeltĂ  costante con chi, a suo tempo, ha investito su di lui, cioè Amintore Fanfani. Un legame indelebile, con grande conoscenza e rispetto per il ruolo dello statista democristiano attorno alle cui intuizioni e anticipazioni sono ruotate per 40 anni molte scelte politiche del nostro Paese. E poi Ettore è un modello da seguire per far riscoprire la passione e la cultura per la politica, l’importanza dello studio, della formazione e della gavetta”.

“Questo libro – aggiunge l’autore del libro Piero Meucci – non è un saggio e non è neppure un romanzo. E’ un libro di tecnica giornalistica di base di analisi e commento dei diari. L’idea è stata di Giovanni e dei suoi fratelli per rendere omaggio al padre nell’occasione dei 100 anni dalla sua nascita, ricorrenza avvenuta lo scorso 16 maggio. Ho fatto un’esperienza unica leggendo e trascrivendo la prima serie dei diari scritti da Ettore Bernabei dal 1956 al 1984. Di fatto sono una pignola registrazione di tutto ciò che lui ha vissuto in prima persona in quegli anni, dai dibattiti controversi all’interno della Dc alla sua attivitĂ  giornalistica presso ‘Il Giornale del Mattino’ e in Rai fino ai delicati colloqui con le alte gerarchie vaticane”.

L’ingresso è gratuito. E’ previsto l’obbligo del green pass nel rispetto della vigente normativa per la prevenzione del Coronavirus. La serata dedicata alla presentazione del volume su Ettore Bernabei verrà trasmessa in diretta streaming sul sito internet della pro loco di Capoliveri. L’appuntamento dunque è per domani sera alle 21 in piazza Matteotti.

Invito: “Ettore Bernabei, Il Primato della politica”, Capoliveri Sabato 18 settembre, ore 21

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12 Settembre 2021

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7 Settembre 2021

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6 Settembre 2021

Sabato 4 settembre a Portoferraio il Premio Letterario Internazionale Isola d’Elba – R. Brignetti

31 Ago
31 Agosto 2021

La Freccia ed un treno di libri. Il Prof. Brandani presenta: “Borgo Sud” di Donatella Di Pietrantonio

20 Ago
20 Agosto 2021

Pubblicato su “La Freccia”, agosto 2021

Il mare, la salsedine, l’odore del pesce appena pescato, il sole che abbronza la pelle e scalda il cuore. Borgo Sud non è solamente un paese abruzzese di pescatori, è un luogo dove le vite delle persone che lo abitano s’intrecciano come reti, in un legame unico e concreto. Gli abitanti non sono semplicemente vicini, appartengono agli stessi destini e condividono le rispettive esistenze, nel bene e nel male. Qui ha scelto di vivere Adriana, la sorella da sempre irrequieta, spumeggiante, eccessiva e vera dell’Arminuta, titolo del successo editoriale della stessa autrice uscito nel 2017.
Dopo una lunga assenza, un giorno Adriana appare davanti alla porta della sorella con un neonato in braccio e un’ombra di terrore sul viso. Chiede aiuto senza concedere spiegazioni, entrando come un vento forte nella vita della sorella. Quest’ultima, insieme al compagno, come sempre decide di accoglierla e aiutarla. Le due vivranno attimi di crudele verità, di dolce attaccamento e di ruvido attrito.
Anni dopo questo primo incontro con il nipote, la narratrice riceve una telefonata mentre sta svolgendo una lezione di letteratura a Grenoble, in Francia, dove nel frattempo si è trasferita. Ne resta sconvolta e decide di ritornare a Borgo Sud. Un rimpatrio che sarà l’inizio della risoluzione di un passato difficile, doloroso e spesso ignorato.
Le vite delle due sorelle sono opposte ma, al tempo stesso, caratterizzate da tratti comuni: la prima è studiosa, seria, sempre rispettosa verso la famiglia che non c’è stata, ancora avida di affetti; la seconda è esuberante, litigiosa, volitiva. Entrambe portano dentro, sin dall’infanzia, una grande solitudine dell’anima che cercano di colmare con amori apparentemente risolutivi ma destinati a rivelarsi tossici e difficili, se non impossibili, da lasciare. L’unico vero legame su cui possono sempre contare è quello tra di loro, contraddittorio e potente, che Donatella Di Pietrantonio descrive con maestria. Spesso è fatto di litigi, silenzi e assenze, ma è sempre sostenuto da una forza profonda che fa emergere attenzioni, preoccupazioni e amore. Un sentimento puro, perché sincero. Una costante rivelazione, una scoperta inaspettata, un dolce balsamo sulle numerose ferite inflitte dalla vita, perché nella famiglia delle protagoniste, come nella maggior parte delle famiglie contadine degli anni ’60, la parola amore, con tutte le sue manifestazioni affettuose, non esisteva.
Borgo Sud è un libro che offre storie di vite vissute per apparenza accoppiate a quelle vissute interiormente, descrive i contrasti tra ciò che spesso facciamo e ciò che sentiamo e desideriamo realmente. Racconta mondi interiori da comprendere e immaginare, affiancandoli alla forte bellezza della natura e dei luoghi che ci circondano. I suoi protagonisti cercano di liberarsi dai loro demoni interiori e dalle loro paure, ma spesso la vita è piÚ dura e le mette continuamente di fronte a conflitti interiori non facili da sciogliere.
L’autrice immerge tutte le descrizioni degli stati d’animo dei personaggi in una reale empatia priva di schemi e preconcetti, riuscendo a far emergere le sfaccettature più vere e vive dei personaggi, senza tralasciare quelle sfumature emotive che potrebbero risultare ostili, ma che invece impreziosiscono tutto il racconto.

Un assaggio di lettura


Lo Scaffale della Freccia

Lo Scaffale dei ragazzi

Bernabei, ritratto dell’uomo di fiducia (fotogallery e articolo)

12 Lug
12 Luglio 2021

L’onorevole Maria Elena Boschi, il sindaco De Mossi e il professor Brandani e il libro ’sull’inventore della Rai’

Di Simona Sassetti

È sembrato di tornare indietro nel tempo ieri al Santa Maria della Scala, teatro della presentazione del libro ’Ettore Bernabei, il primato della politica. La storia segreta della Dc nei diari di un protagonista’. Un evento nato per celebrare il centenario della nascita del giornalista fiorentino, il creatore della tv di Stato, scomparso cinque anni fa; ma che è stato anche occasione di un confronto fra la presidente dei deputati di Italia viva, Maria Elena Boschi (che ricorda il suo innamoramento per la politica, da buona aretina, grazie a Amintore Fanfani) e il sindaco Luigi De Mossi. Il quale, come Bernabei, ammette di tenere dei diari, “anche se i miei non le pubblicherĂ  nessuno”. E ricorda anche momenti del passato come quando fece “salatino” per seguire in tv il rapimento di Aldo Moro.

L’articolo de La Nazione

È stata questa, dunque, un’occasione per parlare di politica o meglio di storia. A fare da padrone di casa il presidente della Fondazione Formiche, il professor Alberto Brandani, il quale più volte ha ricordato quanto Bernabei deve tutt’ora essere un esempio per i giovani.

“Lui ci ricorda – afferma – che nella vita bisogna lavorare tanto ma che serve anche amare il proprio lavoro. Come serve avere tanta passione per le cose, passione che non viene da sĂŠ, ma che va educata”. Passione per la politica che Maria Elena Boschi ha acquisito grazie ai suoi genitori e alla genetica politica di Arezzo. “Mi appassiona leggere oggi quei diari che Piero Meucci, con tanta pazienza e con un lavoro straordinario, ha raccolto portando alla luce anche tutti quegli spaccati della Dc. Ad esempio, un passaggio che mi è rimasto impresso – racconta la Boschi – è quando la moglie di Fanfani invita ingenuamente a casa un’amica giornalista, insieme a loro c’era anche La Pira. Il giorno dopo sarebbe stato pubblicato un articolo a sua insaputa con quanto detto in quel pranzo colloquiale e intimo. Il direttore del quotidiano andò da Andreotti chiedendo soldi per non farla pubblicare; Andreotti, da politico consumato, gli propose il doppio purchĂŠ la pubblicasse, in quanto avrebbe messo in difficoltĂ  La Pira”.

Di aneddoti e di episodi è stato ricco il convegno. “Per me Bernabei è un politico d’eccellenza nella sostanza – afferma ancora Maria Elena Boschi – . Ha educato attraverso la tv pubblica, è stato un grande comunicatore, ed è stato un uomo di fede. È impossibile comprendere la sua figura se non si conosce il suo cammino di fede e soprattutto è stato un non politico ma piĂš politico di chi si è attivato in prima persona in ruoli istituzionali”.

Il sindaco De Mossi invece ha voluto mettere in primo piano la parte intima dell’uomo Bernabei che emerge dal libro. “Proprio lui che non era mai disponibile ad aprirsi – afferma -, invece nei diari appare cosĂŹ vicino a noi. Quello che emerge rende questo libro straordinario. Mi ci rivedo in lui, soprattutto nella sua lealtĂ  di uomo”. A partecipare al convegno una folta schiera di politici locali di tutti gli schieramenti. Ma se all’onorevole Boschi si chiede se Italia viva è sempre piĂš vicina al centrodestra, lei risponde scocciata. “Basta con queste insinuazioni – afferma -. Sono surreali, noi alle amministrative siamo insieme al Pd. Punto”. E sul Ddl Zan? ” Ci si dimentica che se abbiamo una legge sulle unioni civili è grazie al centrodestra di Alfano e Verdini. Noi siamo coerenti, al Senato senza modifiche i numeri non ci saranno e non per colpa nostra ma a causa dei mal di pancia dentro al Pd e al Movimento 5 Stelle”.