Teresa De Santis Direttore di RaiUno

29 Nov
29 novembre 2018

In merito alla nomina di Teresa De Santis a Direttore di RaiUno, l’ammiraglia della televisione di Stato, il Presidente della Giuria letteraria del Premio Letterario Internazionale Isola d’Elba Alberto Brandani ha dichiarato: “Desidero esprimere la mia grande soddisfazione per l’importante incarico che l’amica Teresa va a ricoprire in Rai. È una amica personale, un’amica storica dell’Isola d’Elba ed una attiva partecipante da tanti anni della Giuria letteraria del nostro Premio. Coniuga cultura e sensibilità, passione e capacità di cogliere i momenti significativi della nostra società. A lei l’augurio di buon lavoro perché, lo si può dire senza tema di sbagliare, in questo caso si è proprio privilegiata la competenza e le professionalità maturate”.

Il Presidente di Federtrasporto, Prof. Brandani, ospite di UnoMattina

21 Nov
21 novembre 2018

Ma gli italiani non sono così

15 Ott
15 ottobre 2018

Una ondata di rammarico e anche di qualche emozione c’è stata in tutta la penisola al sapere che a Lodi circa duecento bambini (figli di immigrati) non potevano più mangiare con i loro compagni alla mensa e se ne dovevano tornare a casa. Il motivo: il solerte sindaco della città non riteneva sufficiente il 730 regolarmente presentato ma voleva anche documenti catastali del paese di origine chiaramente non ottenibili in tempi certi. Il risultato era il costo quintuplicato per famiglie che non se lo potevano permettere.
È scattata immediata una gara di solidarietà e in qualche ora è stata raggiunta la cifra necessaria al pagamento della differenza per far tornare i bambini sui “bussini” e alla mensa con i loro compagni di giochi.
In molti ambienti di differente ceto politico e sociale ho sentito questo commento “…ma noi italiani non siamo così”.
Il buon senso del Ministro dell’Interno Salvini ha per fortuna raddrizzato le cose. Vuol dire – ha annunciato – che ci fideremo delle denuncie dei redditi.
Anche i presidi e il Ministro della Pubblica Istruzione erano sulla linea del buonsenso e così speriamo che per il futuro lo voglia essere anche il sindaco di Lodi.

Il Caffè di RaiUno sul Premio Letterario Internazionale Isola d’Elba 2018

30 Set
30 settembre 2018

“Resto qui” di Marco Balzano, edito da Einaudi, è il vincitore della 46^ edizione del Premio Letterario Internazionale Isola d’Elba – Raffaello Brignetti. Il servizio del Caffè di RaiUno sul Premio Letterario Internazionale Isola d’Elba.

Premio Letterario Internazionale Isola d’Elba 2018, il serivizio del Tg1

26 Set
26 settembre 2018

Premio Letterario Isola d’Elba, Sabato la serata di premiazione

20 Set
20 settembre 2018

Ormai è tutto pronto. Il count down è ufficialmente partito. L’Isola d’Elba si prepara ad accogliere il 46esimo appuntamento con una delle manifestazioni letterarie più rilevanti nel panorama italiano. Il Premio Brignetti si appresta a designare il suo vincitore. Ma questa volta non lo farà al centro culturale De Laugier, dove già lo scorso anno aveva riunito, a volerlo dire con le parole di Franco Di Mare, “una grandissima concentrazione di lettori”. Questa volta, la serata conclusiva del Premio Internazionale Isola d’Elba sarà ospitata dall’Hotel Airone sabato 22 settembre a partire dalle 21,30.
La terna finalista. I tre finalisti sono Edoardo Albinati con ‘Un adulterio’, Sandra Petrignani con ‘La Corsara’ e Marco Balzano con ‘Resto qui’. Su di loro è ricaduta la scelta della Giuria Letteraria presieduta dal professor Alberto Brandani. “Libri di notevole livello” ha precisato il professor Giorgio Barsotti, presidente del Comitato Promotore del Premio Letterario Internazionale Isola d’Elba.
Al vincitore si arriverà sommando i voti della giuria letteraria con quelli della giuria popolare. Intanto, però, il comitato promotore pensa alla prossima edizione del premio con una fresca novità che possa coinvolgere anche i più giovani.
Irma Annaloro

 

Storia anonima delle eccellenze d’Italia. La Sanità in Toscana

14 Giu
14 giugno 2018

Vi voglio raccontare la storia di un conoscente anonimo che per comodità perché gli anonimi non mi sono mai piaciuti chiameremo Angiolo Paganini.

A questo signore scoprono ai primi del 2016 tre distinti tumori, uno al colon uno al fegato ed uno al rene. Decide di andare ad operarsi al Policlinico di Siena e l’operazione anzi per dire le tre operazioni in una, vengono eseguite da due equipe quella di chirurgia generale del Prof. Remo Vernillo e quella di urologia del Prof. Gabriele Barbanti.

Tutto si svolge con grande professionalità. Alcune complicazioni del paziente lo obbligano poi a sei sette giorni di terapia intensiva. Un centro straordinario, almeno a Siena, tra l’ade e la fantascienza. Il poveretto nelle sue allucinazioni pensa da un momento all’altro di vedere arrivare Caronte che lo traghetti nell’aldilà. Ma si vede che non è la sua ora.

Uscito da questa esperienza il nostro Paganini vorrebbe raccontare a qualcuno l’Italia che funziona ma per ritrosia se ne sta zitto. Arriva il 2018 ed il reparto di urologia diretto da Barbanti gli trova un quarto tumore questa volta alla prostata. Operazione urgente con la robotica e conseguente degenza nel padiglione della chirurgia assistita. E qui il nostro Paganini si stupisce ancora di più. Ambienti luminosi, pulizie impeccabili, cortesia e scrupolo assoluti. E tutto questo diciamo servirebbe fino ad un certo punto se non fosse integrato dalla presenza continua del capo del reparto Dott. Pizzirusso (un metronomo dell’assistenza), del Prof. Barbanti e di tutto lo staff.

Quello che colpisce è il realizzarsi da un lato della “democrazia della salute” (protocolli standard e attenzione sostanziale identica per tutti), dall’altra un team quello della robotica di urologia all’avanguardia. Dal Dott. Gentile, un fuoriclasse, a tutti gli altri, questo reparto produce il 60% degli interventi di robotica dell’intero Policlinico Le Scotte.

Questa volta il povero Paganini non si è trattenuto e ha voluto far sapere al mondo intero, affascinato dai talk show di protesta, dagli slogan che tutto va male, da un senso strisciante e continuo di voler tutto criticare, che invece in Italia ci sono un’infinità di settori dove la gente lavora, lavora bene e salva vite umane. In tutto questo evidentemente speriamo che la politica regionale abbia fatto al meglio il suo mestiere. Ad Angiolo Paganini piacerebbe capire infatti se certe divisioni e strutture del comparto sanitario oggi con onestà intellettuale non andrebbero magari ripensate e meglio integrate.

In Toscana c’è un proverbio: non c’e due senza tre ed il quarto vien da sé. Come capirete, Paganini spera di aver già dato.