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I tre moschettieri. Finestra con vista… sul Quirinale

23 Gen
23 gennaio 2015

Quirinale

Oggi cosa si vede nella nebbia fitta che circonda le manovre per il Quirinale?

Cominciamo con i candidati che abbiano uno standing di relazioni internazionali: abbiamo Prodi, D’Alema, Amato e Casini.

Questi quattro contemperano relazioni internazionali e ruoli istituzionali ricoperti nella vita del paese.

La rosa è di quattro nomi ma due, Prodi e D’Alema, non sono forse graditissimi ai contraenti il Patto del Nazareno.

Troppo forti, troppo autorevoli, troppo tutto insomma.

Restano Amato e Casini.

Gli italiani non hanno perdonato ad Amato il prelievo forzoso sui conti correnti (a prescindere dalla bontà o meno del gesto) e molta sinistra lo ha riempito di incarichi prestigiosissimi con un retro pensiero un po’ malpancista. Si tratta comunque di una indiscussa personalità.

A Casini, la minoranza del PD rimprovera forse certi tentennamenti nei suoi rapporti con Bersani ma la perfetta gestione della Presidenza della Camera, una tendenza alla ricerca del compromesso equilibrato ed una non comune professionalità politica ne fanno un candidato altrettanto attendibile.

E se Renzi volesse sparigliare? La mossa potrebbe essere quella di usare un volto femminile. Non potendo utilizzare la giovanile beltà delle sue ministre (sia detto senza ironia) Boschi e Madia ha pronto la classe da gran signora della senatrice Finocchiaro, storica dalemiana, impeccabile capo gruppo, corretta presidente della commissione affari costituzionali e si dice gradita anche a Berlusconi. Un altro un altro dei nomi favoriti.

Speriamo che la divina provvidenza ci eviti improvvisazioni, colpi di scena, boutades giovanilistiche; mi raccomando, non siamo a masterchef. Garantiamo agli italiani un buon usato sicuro. 

Monti lascia Scelta Civica, fine di un matrimonio mai consumato

18 Ott
18 ottobre 2013

Come efficacemente descritto dal Ministro D’Alia il “matrimonio tra Udc e Scelta Civica di fatto non si è mai consumato”.
La Sacra Rota (della Chiesa) in questi casi annulla tutto e anche la Sacra Rota (della politica) con un po’ di ritardo annulla tutto.
L’Udc resta mattone indispensabile di un progetto più ampio: il Partito Popolare Europeo in Italia senza steccati e senza preclusioni.
Il Sen. Monti se ne va con un pizzico di acrimonia nel gruppo misto. Peccato!
Nella prima Repubblica quando si andava in minoranza si rimaneva nei partiti, nella seconda semplicemente si cambia. Gli auguriamo, nel gruppo misto, un sereno e proficuo lavoro.

Alberto Brandani – Pres. Fondazione Formiche

P.S. Durante la commemorazione del grande statista Martens, alla sala Zuccari del Senato, diretta con elegante signorilità dal Pres. Casini, il Sen. Monti ha avuto una caduta di stile che ha lasciato tutti dispiaciuti. Peccato davvero!

Troppe le assenze alla commemorazione di Giulio Andreotti

19 Set
19 settembre 2013

commemorazione-giulio-andreottiPagina non bella quella scritta ieri al Senato per commemorare Giulio Andreotti. Solo Pier Ferdinando Casini è stato all’altezza di un doveroso ricordo istituzionale. Brillava l’assenza del presidente del Senato e anche dei Ministri di questo Governo. Con amara ironia il Senatore Riccardo Villari ha commentato: “L’assenza di memoria rende molto gracile la costruzione del futuro”.

Alberto Brandani – Pres. Fondazione Formiche