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Ballando con le stelle: anatomia di un successo

17 Mag
17 maggio 2018

Dopo anni ed anni di traguardi conquistati e di nuovi obiettivi mai forse come quest’anno Milly Carlucci ha incantato milioni di italiani con il suo format Ballando con le Stelle. La grazia signorile, la ferrea determinazione, la competenza assoluta e la cura maniacale dei dettagli hanno fatto sì che quest’anno più di sempre lo show ballasse non con le stelle ma vorremmo dire sopra le stelle. Vediamo i motivi:

  • la perfetta sceneggiatura che non ha lasciato spazio né alla noia né all’improvvisazione;

  • le meravigliose scenografie che hanno con dei nuovi accorgimenti aumentato a dismisura la percezione della profondità del palco;

  • gli abiti ed i protagonisti scelti per accattivarsi simpatie e antipatie, gridolini di apprezzamento e uno sbuffare di malcelata sopportazione.

Uno spettacolo pieno di donne bellissime, di uomini sensuali, di brutte simpatiche e di anziane star. Il tutto miscelato da una grande novità di quest’anno: l’uso dei social e la promozione di Ballando negli altri programmi .

Ballando con le stelle quest’anno ha attuato una politica di cross promotion senza precedenti a cominciare dall’annuncio del cast che è avvenuto in una staffetta tra programmi Rai. Milly Carlucci è andata ospite in diverse trasmissioni e in ognuna ha svelato un concorrente del cast.

Da L’eredità a I soliti Ignoti, da Porta a Porta a La vita in diretta e così via.

La promozione e la collaborazione virtuosa tra programmi Rai è proseguita con grandi risultati.

Le collaborazioni con Storie italiane, Sabato Italiano, Domenica In e La vita in diretta hanno suscitato interesse e avuto influsso positivo sul programma che quest’anno viaggia con un punto e mezzo di share in più rispetto alla precedente edizione, ma hanno anche gonfiato gli ascolti dei programmi gemellati. Si va dall’ascolto record di Storie italiane il 25 aprile con la presenza di Giovanni Ciacci e Raimondo Todaro, alle curve in salita con AkashNathalie Guetta e Carolyn Smith a La vita in diretta, al grande risultato di Sabato Italiano con la presenza costante di vari elementi del cast. Bene anche Domenica In che aumenta di due punti la sua media quando diventa protagonista Ballando.

Insomma uno di quei casi in cui collaborando tra autori e produzione, facendo gioco di squadra si ottengono grandi risultati.

E attenzione signori miei perché se l’ammiraglia della Rai sfornava Ballando, Canale 5 non stava certo con le mani in mano e rilanciava il cowboy dalla voce roca, il mattatore assoluto delle reti Mediaset cioè quella Maria De Filippi che ha risposto colpo su colpo alle performance di Milly.

Ballando durava fino a mezzanotte? La De Filippi finiva all’una.

Ballando aveva sei spazi pubblicitari? Amici ne toglieva rapidamente alcuni.

Quest’anno 600.000 cuoricini a puntata e un continuo tamtam dei social ha a nostro parere spostato il verdetto del pubblico a favore della Rai. Per parte nostra, signori di una certa età, non facciamo difficoltà ad apprezzare Milly e tutto ciò che ci propone con il sorriso garbato di una signora senza età, fresca, giovane e che ci aiuta in questi tempi grigi ed un po’ calamitosi a passare qualche ora con charme e serenità.

L’eterna giovinezza… di Milly e del suo lavoro

17 Feb
17 febbraio 2016

Ballando con le stelle

Domani Porta a Porta celebrerà i suoi 20 anni e tra i primi ospiti di quel lontano ’96 vi era Milly Carlucci. Bella, colta e radiosa. Viene da chiedersi quale sia il segreto di questa eterna freschezza. Certamente influiscono la serenità degli equilibri familiari e una vita morigerata (alimentazione perfetta e la sera a letto presto). Però il vero segreto consiste nella continua capacità di fare il suo lavoro, rinnovandone gli entusiasmi, le atmosfere, i colori ed i protagonisti.
Solo così si spiega il rapporto d’amore che dura ormai da anni fra Milly, gli italiani ed il ballo in tv.
Era il 2004 quando Milly Carlucci irruppe negli uffici della società di produzione Ballandi dicendo di aver visto sulla BBC inglese un programma meraviglioso: “Strictly come dancing”.
Era il periodo in cui in tv il ballo e i balletti erano visti più o meno come il demonio, una sorta di intermezzo pubblicitario, come una pausa nel vero spettacolo, fatto spesso di comici e canzoni.
Imperversavano Fiorello e Panariello, Morandi e Celentano, “one man show”, dove il ballo al massimo era ridotto a ruolo di stacchetto.
Così l’idea non è che piacque molto, ma il generale Carlucci, come la chiamano nei corridoi di mamma Rai per il suo spirito battagliero, ha cominciato a stalkerizzare chiunque gli capitasse a tiro e alla fine l’allora direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce cedette al forcing della bionda conduttrice.
Quattro puntate da effettuarsi a gennaio 2005.
“Ma vedrai che lo chiuderanno dopo due puntate”, si vociferava nei mitologici corridoi, “… capirai il Sabato su Canale 5 c’è il Bagaglino!”.
E invece il programma danzerino della Carlucci ottenne un successo straordinario e le puntate divennero otto. “Ballando con le stelle” ha dato il via alla formatizzazione del programma che, non a caso, nel resto del mondo usa la traduzione del titolo italiano, negli Stai Uniti per esempio “Dancing with the stars”.
L’anno successivo, forte dell’ingaggio di Maradona e del consolidamento dell’affetto del pubblico, “Ballando con le stelle” prevalse largamente contro “C’è posta per te” di Maria De Filippi. Da lì in poi tante edizioni con tante stelle da Naomi Campbell e Emanuele Filiberto, da Bobo Vieri a Anna Oxa.
Un po’ come la settimana enigmistica il programma ha vantato nel tempo diversi modesti tentativi di imitazione quali “Let’s dance” con la De Filippi, “Baila” con Barbara D’Urso e “La Pista”con Flavio Insinna.
Milly è pronta a tornare in pista Sabato 20 Febbraio, su Rai 1. A riaccendere la febbre del sabato sera ci saranno Rita Pavone e Lando Buzzanca, Pierre Cosso e Asia Argento, Salvo Sottile e Enrico Papi, Platinette e Margareth Madè, la campionessa down Nicole Orlando e il divo del Segreto Iago Garcia. E poi un tris di belli, i semisconosciuti Daniel Nilsson, Michele Morrone e Luca Sguazzini. Anche noi telespettatori stiamo scaldando i motori!

Ballando tra stupore ed emozione

15 Ott
15 ottobre 2014

milly-carlucci-ballando-con-le-stelle_325x435Il sabato sera che non ti aspetti. Davanti alla tv c’è lo show più tradizionale della tv del terzo millennio: Ballando con le stelle, ormai un classico, giunto alla sua decima edizione. Agli ordini di Milly Carlucci tredici personaggi più o meno famosi, accoppiati a 13 maestri professionisti alle prese con l’arte del ballo.

Uno schema classico che nel tempo ha visto sfilare sul palcoscenico di Raiuno Diego Armando Maradona e Anna Oxa, Gianni Rivera e Bobo Vieri, Barbara De Rossi e Ridge (Ron Moss), una sicurezza in termini di eleganza e qualità che però dopo dieci anni pensi abbia consumato sorprese ed emozioni. E così mentre ti accingi a vedere lo spettacolo, con lo spirito con cui rivedi un bel film per la decima volta, la tua attenzione improvvisamente viene attratta da qualcosa che non cogli fino in fondo. Il film che hai più volte visto, ha una trama nuova, più fresca, più aggressiva, più coinvolgente. Ti spiazza, ti destabilizza ti trovi ad emozionarti per la verve del 91enne Albertazzi che non balla, ma ti fa venire la pelle d’oca, tanto che vorresti tirare il telecomando contro il giudice Zazzaroni che pure dice il vero, ma tu te ne freghi perché sul divano di casa ti è arrivata una scossa che non sentivi da tempo. Poi ti diverti alle mossette di Enzo Miccio e viene rapito dalla magia di Giusy Versace e del suo tenero cavaliere Raimondo Todaro. La protesi della campionessa paralimpica si stacca durante il ballo, eppure tutto è così tenero, vero, edificante. Non sembra neanche tv, sembra un romanzo, che si tinge di giallo quando fa il suo ingresso il misterioso Joe Maska, che balla mascherato, scatenando scherno e ironia, fascino e ammirazione.

Insomma non fai in tempo ad annoiarti ed ecco che dopo tanta brutta tv, tra fatti di cronaca e noiosa nostalgia canaglia, il più vecchio show del sabato sera, diventa un lampo verso il futuro.

Alberto Brandani