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Alessandro Profumo alle relazioni industriali di Abi, una scelta giusta

26 Lug
26 luglio 2014

Profumo2Chi sa qualcosa di risorse umane e organizzazione coglie bene l’importante e delicato ruolo di garanzia affidato ad Alessandro Profumo all’ABI.

Le relazioni industriali saranno la chiave di volta dei prossimi anni e questo la dice lunga anche sul giudizio dell’operato di Profumo e Viola ai vertici del Monte Paschi.

Alberto Brandani, Presidente Fondazione Formiche

Vi spiego tutti i meriti di Profumo e Viola in Mps

05 Apr
5 aprile 2014

FORMICHE

Di Alberto Brandani, dal sito Formiche.net

Vediamo un po’ di riorganizzare le idee e di trarre dalle vicende del Monte dei Paschi di Siena qualche utile osservazione.

1. La banca è stata guidata con inesperienza e purtroppo l’intelligenza è stata confusa con la competenza.

2. Il management è stato, o quanto meno è apparso, deresponsabilizzato.

Ma qui non si tratta di fare un processo al passato né tantomeno di inseguire gogne giudiziarie.
Qui si tratta di storicizzare l’accaduto e di vedere i fatti per come sono e non per come l’istinto delle contrade vorrebbe apparissero.

LE RACCOMANDAZIONI DI DE MATTIA
Gli analisti più accorti, tutti, ed in primis Angelo De Mattia, raccomandavano alla Fondazione di trovare una via di mezzo: tutelare il proprio patrimonio e non danneggiare l’aumento di capitale della banca. Tutto ciò è stato fatto e siccome “tra il dire e fare c’è di mezzo il mare” va dato atto che la Fondazione esce da uno stato sostanzialmente prefallimentare. Oggi la Fondazione fa bene a mantenere una sua presenza in banca e ancora meglio a individuare i grandi temi (la cultura, la ricerca scientifica) tipici di una fondazione in terra di Siena.

QUALCHE SIGNIFICATIVO RICORDO
Molti anni fa visitando operatori finanziari a New York per conto della banca mi sentii dire: “Beh voi a Siena avete…” e immaginai che l’interlocutore avrebbe continuato dicendo “avete il palio, avete la banca più antica del mondo”. Invece religiosamente e quasi sottovoce ebbe a dirmi: “Beh voi avete la Chigiana”, per dire che l’Accademia Musicale Chigiana è forse il brand più conosciuto di Siena nell’elite culturale statunitense.

IL LAVORO DI PROFUMO E VIOLA
Ma veniamo alla banca. Capisco le perplessità dei risparmiatori dovute ai gravi danni provocati a MPS negli ultimi anni ma oggi i nuovi vertici stanno lavorando bene: Viola ha messo i conti in ordine e il presidente Profumo garantisce quella cornice internazionale per dare un azionariato stabile alla banca più antica e di fascino del mondo.

UNA BEST PRACTICE
Quello di Mps è uno dei più ambiziosi piani di ristrutturazione che una banca abbia deciso di intraprendere. Un profondo ripensamento del modello, eppur tuttavia i risultati ottenuti sono sotto gli occhi: 4000 uscite senza licenziamenti, nel 2013 costi operativi meno 13% (spese generali -15%, costi del personale -10%), dall’inizio del piano risparmiati 600 milioni. Una best practice, insomma. Inoltre è stato fatto il più importante accordo di outsourcing bancario in Europa di oltre 1000 risorse con l’obiettivo di migliorare il servizio, ottimizzare i costi, creare nuove opportunità professionali.

IL PUNTO DI FORZA
La nuova leadership, sul fronte dell’eccellenza operativa, ha saputo costruire un punto di forza significativo. Con un forte “scossone manageriale” è stato introdotto un solido metodo corredato da visione strategica e dalla mobilitazione delle migliori competenze. Read more →

Benvenuti al Palio delle sciagure di Mps

04 Gen
4 gennaio 2014

Ripubblichiamo l’articolo di Michele Arnese pubblicato da ItaliaOggi del 4 gennaio:

A Siena continuano a succedere fatti inverecondi. E non stiamo solo parlando dell’esito dell’assemblea di Mps, che ha bocciato il piano per un aumento di capitale a gennaio predisposto dal presidente Alessandro Profumo e l’amministratore delegato, Fabrizio Viola.

È passata, come abbiamo rimarcato in maniera critica e perplessa, la linea della Fondazione Mps presieduta da Antonella Mansi che non volendo diluirsi, e tentando un accordo con altre fondazioni o partner, ha bisogno di ulteriore tempo.

Ma come abbiamo sottolineato ci sono diverse, e robuste, controindicazioni alla scelta compiuta dall’assemblea: i costi degli interessi da pagare sui Monti bond, la ricostituzione aleatoria del consorzio di garanzia, il prossimo affastellarsi di altri aumenti di capitale bancari in Europa, oltre alla figura barbina fatta fare a un vertice credibile come il duo Profumo-Viola.

Per questo si condivide in toto il commento tanto succinto quanto inequivocabile del presidente della Fondazione Formiche, Alberto Brandani, secondo cui le eventuali dimissioni di Profumo e Viola sarebbero una sciagura per il Monte. Brandani, che è diplomatico, ha scritto “danno certo per Mps”; un eufemismo per dire in realtà una sciagura.

Ma le sciagure si stanno già palesando. Un esempio? L’esimio ex ministro delle Finanze, Vincenzo Visco, che da quando non ha responsabilità governative sovente si lancia invettive degne di miglior causa. Due giorni fa, in un’intervista al quotidiano l’Unità, Visco è arrivato a dire, prima di auspicare una nazionalizzazione chiesta anche dal liberista Oscar Giannino, che la banca è “tecnicamente fallita“. Ohibò.

Peccato che una banca tecnicamente fallita non avrebbe potuto sottoscrivere i Monti Bond e non avrebbe potuto costituire un consorzio di garanzia per l’aumento di capitale e molto altro. Per questo la sortita di Visco, tecnico da anni diventato politico, è molto politica e per nulla tecnica. Evidentemente con queste sparate ci si sottrae a critiche o auto critiche sulla gestione degli ultimi anni del Monte a cura del duo Mancini-Mussari.

Un altro esempio di sciagura è vedere immortalato felicemente a cavallo l’ex presidente di Mps, Giuseppe Mussari, in un servizio su Sette. “Lui a cavallo, noi a piedi”, mormora qualcuno a Siena.