Cinquemila libri alla biblioteca, Brandani rende omaggio al sapere

29 Gen
29 gennaio 2017

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Domenica 29 gennaio ’17

Folla alla consegna nell’Aula magna del Palazzone

di Paolo Bartalini

Una comunità profondamente legata ai libri, alla cultura, al sapere. Significativo il colpo d’occhio nell’Aula Magna del Palazzone: la testimonianza di affetto verso il mondo della conoscenza è giunta direttamente dalla notevole partecipazione, un po’ da tutto il comprensorio valdelsano, al convegno voluto in occasione del dono del professor Alberto Brandani alla Biblioteca comunale Marcello Braccagni: 5 mila documenti, fra libri e riviste, di cui circa 3mila già consegnati e di restanti da depositare da qui ai prossimi anni.
MANAGER, studioso, Brandani è oggi presidente di Federtrasporto, ente che raggruppa gli operatori e i gestori di infrastrutture nel settore della logistica aderenti a Confindustria. Un patrimonio che si arricchisce e che si completa, dunque, con questa ulteriore donazione, visto che il Fondo Brandani, presso la Biblioteca colligiana era stato costituito già vent’anni or sono. Ieri pomeriggio una cerimonia ufficiale ma soprattutto un «momento di vicinanza», è stato detto in apertura, di unacittà e di un circondario nei confronti di un oggetto, il libro, «che è parte delle nostre vite»: così ha spiegato il direttore del Centro studi americani, Paolo Messa, nel suo ruolo di moderatore del dibattito durante i lavori di un evento non a caso denominato «Il libro, casa comune». Nel gesto di Brandani, il sindaco Paolo Canocchi ha individuato «un segno di speranza e un atto di incoraggiamento» per la comunità locale e per una Biblioteca che si avvale anche dell’instancabile apporto di volontari per la promozione della lettura di romanzi, saggi, opere poetiche e di tutti gli altri generi dell’ampio ventaglio. Alle responsabili della struttura, Laura Nocentini (che è ora in pensione) e Nicla Senesi, Alberto Brandani ha voluto dedicare la sua donazione: «Grazie al loro lavoro –ha detto il professor Brandani, seduto al tavolo dei relatori– la Biblioteca Marcello Braccagni rappresenta un autentico riferimento per il territorio.
SI CAPISCE perfettamente dalle cifre,dagli oltre 25 mila utenti del 2016: la più elevata affluenza della provincia». Un piccolo comitato organizzatore ha accompagnato idealmente la realtà colligiana al giorno della donazione delle opere di Brandani: tappe rimarcate e ripercorse da Alessandro Malandrini, presidente della società Amici dell’Arte. Sull’interesse per la lettura come incentivo verso un rinnovato desiderio di conoscenza, si sono soffermati gli ospiti illustri di una manifestazione impreziosita anche dai contributi del direttore del Salone del libro diTorino, Ernesto Ferrero,e del professor Marino Biondi, docente dell’Ateneo fiorentino oltre che critico letterario e autore di numerosi saggi. Tutto nel ricordo, sempre da parte di Alberto Brandani, di una figura di rilievo assoluto nel panorama culturale colligiano: Lovanio Rossi,che della Biblioteca comunale fu direttore dal 1948 al 1955.

[N-SIE - 14]  NAZIONE/GIORNALE/SIE/14 ... 29/01/17

La donazione di Brandani. Cinquemila volumi al Comune

28 Gen
28 gennaio 2017

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Sabato 28 gennaio ’17

Oggi cerimonia e convegno al Palazzone

5MILA documenti, fra libri e riviste, di cui circa 3mila già consegnati ed i restanti da depositare nei prossimi anni con una media di 300 all’anno, complessivamente oltre 5.000 volumi.
E’il valore della grande donazione del professor Alberto Brandani alla biblioteca «Marcello Braccagni» di Colle Val d’Elsa.Un evento, una scelta che valgono il convegno promosso oggi, alle 17, presso l’aula magna del Palazzone, dal Comune di Colle: «Il libro, casa comune» in occasione della cerimonia ufficiale della donazione.
Dopo i saluti del sindaco Paolo Canocchi, del presidente della Società «Amici dell’arte» Alessandro Malandrini, del direttore generale Biblioteche Mibac, Rosanna Rummo, sono previsti gli interventi di Ernesto Ferrero direttore del Salone del libro di Torino, di Marino Biondi critico letterario, saggista e docente di ’Storia della critica e della storiografia letteraria’ all’Università di Firenze. Fra i relatori,le bibliotecarie di Colle, Laura Nocentini e Nicla Senesi; e il professor Alberto Brandani. Modererà il dibattito il direttore del Centro studi americani Paolo Messa. «La donazione –dice Alberto Brandani–completa il ’Fondo Brandani’della Biblioteca di Colle, costituito circa venti anni fa. Vorrei dedicarla alle due bibliotecarie, Laura e Nicla, perché è grazie al loro lavoro, insieme a quello di tanti appassionati volontari, che oggi la Biblioteca Braccagni rappresenta un fiore all’occhiello della realtà colligiana con una media di 90 utenti al giorno e con la più alta affluenza di tutta la provincia di Siena per un totale di 25.155 utenti nel 2016. Il mio ricordo va anche al preside Lovanio Rossi, grande lettore e direttore della Biblioteca dal 1948 al 1955, figura di rilievo per la vita culturale di Colle. La speranza –conclude Brandani- è che questo fondo possa essere un ulteriore motivo di lettura, conoscenza e dialogo per i colligiani”.

[N-SIE - 19] NAZIONE/GIORNALE/SIE/18 ... 28/01/17

“Il libro, Casa Comune”: Brandani elogia il lavoro della biblioteca di Colle di Val d’Elsa

25 Gen
25 gennaio 2017

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Mercoledì 25 gennaio ’17

Il manager dona parte della sua collezione alla biblioteca

CINQUEMILA libri in dono alla biblioteca di Colle. E’ il piccolo grande gesto con cui Alberto Brandani vuole dimostrare quanto ancora la cultura e la conoscenza siano un patrimonio unico da non disperdere, anzi semmai da incentivare e tramandare.

Come e perché è nata l’idea di questa donazione?

“La biblioteca di Colle è un fiore all’occhiello della nostra realtà e registra da alcuni anni la più alta affluenza di utenti di tutta la provincia. Nel 2016 sono stati rilevati 25.155 utenti con una media di 90 presenze al giorno. Oltre al legame con la mia città, mi fa quindi piacere sapere che i documenti donati andranno in un luogo vivo e vegeto, nella speranza che diventino un ulteriore motivo di lettura, conoscenza e dialogo. Vorrei dedicare il progetto alle due bibliotecarie, Laura (ora in pensione) e Nicla, perché è grazie al loro lavoro, insieme al lavoro di tanti appassionati volontari, che oggi la biblioteca è un vero punto di riferimento della città. La mia dedica va anche al Preside Rossi, grande letterato, Direttore della Biblioteca dal 1948 al 1955 e figura di assoluto rilievo per la vita culturale non solo a Colle”.

Quali sono i principali momenti di raccolta di questo materiale?

“I principali momenti di aggregazione culturale che hanno condotto a questo materiale sono: la Fondazione Giuseppe Donati, la Fondazione Naim, la Fondazione Formiche dal 2005 ad oggi e l’attività ormai trentennale come Presidente della giuria letteraria del premio Letterario Internazionale “Elba-Brighetti”. Mi vorrei in particolare soffermare su quanto mi abbia arricchito l’aver creato la Fondazione Formiche ed il Premio Brignetti. Formiche che nelle sue articolazioni è oggi uno dei più interessanti network del Paese significa lavoro continuo, umile, ricerca, seminari di grande approfondimento. Al Premio letterario Brignetti mi volle fortemente il suo nume tutelare di allora Geno Pampaloni insieme al pittore Giancarlo Castelvecchi. Il contatto continuo con grandi intellettuali ed operatori di cultura come ieri Pampaloni, De Benedetti, Barbiellini, Amidei, ed oggi Ferrero, Biondi, e tanti altri, è stato per me un onore ed uno stimolo costante”.

Qual è secondo lei oggi il ruolo del libro e delle biblioteche in generale?

“Nonostante molte apocalittiche dichiarazioni sulla morte del libro di carta, il libro sta piuttosto bene. Continua ad essere un gesto di fiducia e di ottimismo nel futuro e nella capacità degli uomini di raccontare e di raccontarsi. E le biblioteche, attraverso i libri e la loro fisicità, creano una comunità ed uno spirito di appartenenza, come nel caso della biblioteca di Colle, e sono sempre più un luogo di incontro e integrazione”.

L’APPUNTAMENTO

Sabato Convegno al Palazzone

Alberto Brandani, manager di lungo corso ed ex amministratore del Monte, ha promosso un progetto di donazione alla biblioteca “Marcello Braccagni” di Colle di circa 5.000 documenti fra riviste, libri e collane antologiche. Un prima parte, di circa 3.000 documenti, è già stata consegnata al Comune di Colle e la parte rimanente verrà depositata nei prossimi anni con una media di circa 300 volumi all’anno.

In occasione della cerimonia del conferimento di questi documenti, il Comune ha organizzato un convegno dal titolo “Il libro, casa comune” Sabato 28 alle 17 all’aula magna del Palazzone , a Colle Val d’Elsa. Ci saranno in Sindaco, Paolo Canocchi, il presidente di Amici dell’Arte, Alessandro Malandrini, e il direttore denegare biblioteche del Mibact, Rosanna Rummo. Interventi di Ernesto Ferrero, già direttore del Salone del libro di Torino e Marino Biondi, critico letterario, saggista e docente, nonché le bibliotecarie Laura Nocentini e Nicla Senesi, e lo stesso Brandani. Modererà il dibattito il Direttore del Centro Studi Americani, Paolo Messa.

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Il libro, casa comune. Colle Val d’Elsa, 28 gennaio

22 Gen
22 gennaio 2017

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Efficace. Concreto. Competente.

23 Dic
23 dicembre 2016

Efficace. Concreto. Competente. Così è apparso il Ministro dell’Interno Marco Minniti a milioni di telespettatori nell’annunciare in televisione, nella tarda mattinata, l’uccisione del killer di Berlino da parte delle nostre forze dell’ordine.

Ferrovie, Anas e dintorni: un cantiere aperto

14 Dic
14 dicembre 2016

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«Nell’oggi cammina già il domani»

Post del Prof. Alberto Brandani, articolo pubblicato su Specchio Economico

«Nell’oggi cammina già il domani»; in questi termini si esprimeva il poeta Coleridge quando a cavallo tra il 700 e 800 vedeva trasformarsi la società nella quale viveva; erano gli anni in cui nacquero i primi «strabilianti macchinari per il trasporto» innescando un processo inarrestabile che simbolicamente prese avvio con il volo del pallone aerostatico nel 1783 che tanta meraviglia destò, al punto di ispirare nel poeta Monti lode Al signor Mongolfier. Bisognerà attendere altri ventuno anni perché Trevithick realizzi la prima locomotiva ed altri trentacinque per l’inaugurazione della Napoli-Portici, i primi 7,6 km di ferrovia della penisola; l’anno successivo fu la volta della Milano-Monza e poi della Padova-Mestre.

Da allora molto è cambiato nel mondo ed in Italia. Con tecnologie di eccellenza, che la pongono ai primi posti nel mondo per sicurezza ed affidabilità, la rete ferroviaria italiana è in esercizio per circa 16.700 chilometri su cui viaggiano 64 milioni di tonnellate di merce e 600 milioni di passeggeri. Con ben 111 anni di storia alle spalle, le FS Italiane, forti di un prestigioso know-how tecnico e di una situazione finanziaria e patrimoniale solida, ambiscono ad ampliare il proprio business domestico e internazionale. A tali traguardi punta il Piano Industriale 2017-2026 di FSI, che stima una crescita dei ricavi fino a 17,6 miliardi di euro nel 2026 e un Ebitda da 2,3 a 4,6 miliardi di euro nel prossimo decennio.

Incentrato su alcuni profili d’intervento strategici che parlano di mobilità ed infrastrutture «integrate» per passeggeri e merci, di «espansione internazionale» e «digitalizzazione» come fattore abilitante di tutto, il Piano delinea una nuova vision del Gruppo in un contesto in profonda evoluzione.

INFRASTRUTTURE INTEGRATE E DIGITALIZZAZIONE

Nei prossimi 10 anni il Gruppo FSI immagina, oltre ai grandi progetti infrastrutturali, di trasformare le attuali Ferrovie in un’azienda in grado di offrire, ad un livello più evoluto, una pianificazione integrale del viaggio door-to-door con caratteristiche di alta fruibilità, efficacia e convenienza.

Ciò sarà reso possibile grazie ai big data, a strumenti di analisi avanzata e ad appropriate piattaforme digitali, che permetteranno l’offerta di servizi evoluti come il portafoglio elettronico, il traveling companion, ecc.

In un arco temporale così lungo – come quello del Piano – il Gruppo è comunque atteso da scadenze concrete e ravvicinate: a dicembre verrà inaugurata la Treviglio-Brescia, mentre proseguono i lavori sulla Napoli-Bari per la velocizzazione della linea Adriatica, sulla Salerno-Reggio Calabria e sulla Palermo-Catania-Messina.

I lavori su Terzo Valico, Galleria di base del Brennero e Torino-Lione completeranno la parte italiana dei Corridoi TEN-T. Non si tratta di rincorrere il futuro, ma di costruirlo anticipandone dinamiche e tendenze e per farlo sono stati previsti investimenti nella misura di 94 miliardi di euro, già disponibili per oltre la metà (23 in autofinanziamento e 35 stanziati nei Contratti di Programma).

MOBILITÀ INTEGRATA PER I VIAGGIATORI

Il Piano persegue soluzioni integrate capaci di attrarre quote crescenti di viaggiatori che oggi prediligono la mobilità privata. In tale contesto, il riequilibrio modale non potrà prescindere dal TPL – anche su gomma – cui viene riconosciuto un ruolo strategico nel Piano industriale. FSI si candida ad essere protagonista di tale shift modale, con l’obiettivo di passare dal 6 per cento di market share del 2015 al 25 per cento nel 2026, cogliendo le migliori opportunità che si presenteranno sul mercato del TPL nazionale, partecipando a gare e, ove possibile, acquisendo operatori chiave.

Nel trasporto regionale, il cambio di passo è imminente grazie ad un accordo quadro per la fornitura di 500 nuovi treni regionali, che implementeranno una flotta per il 20 per cento già rinnovata. Anche Busitalia, l’azienda di trasporto su gomma del Gruppo, attende l’arrivo di 3 mila nuovi bus che ne rafforzeranno la presenza nel TPL e le permetteranno di entrare nel mercato della lunga distanza.

Nel trasporto su media e lunga percorrenza, invece, l’obiettivo è quello di mantenere gli altissimi livelli qualitativi raggiunti, estendendo tali standard a tutta la flotta grazie anche al completamento della consegna dei Frecciarossa 1000. I nuovi servizi «FrecciaLink», oltre ad un esteso progetto di parcheggi di interscambio, promuoveranno l’utilizzo dei mezzi collettivi e l’integrazione modale.

LOGISTICA INTEGRATA

Il Piano dedica al trasporto delle merci investimenti per 1,5 miliardi (1,1 miliardi per il materiale rotabile; 300 milioni per terminal e logistica; 100 milioni per ICT). La strategia mira alla creazione di un polo unico della logistica, la nuova Mercitalia, che opererà ristrutturando le attività cargo del Gruppo al fine di promuovere l’intermodalità e l’espansione in segmenti di offerta ad alto valore aggiunto (es. il freight forwarding).

ESPANSIONE INTERNAZIONALE

Nel Piano riveste grande importanza lo sviluppo internazionale, il cui business oggi costituisce il 13 per cento dei ricavi complessivi. L’obiettivo è di salire al 23 per cento nel 2026, rilanciando il Gruppo come General Contractor, con la capacità di realizzare ferrovie esportando il proprio know how; sviluppando l’offerta di servizi ferroviari a mercato all’estero; rafforzando le relazioni transfrontaliere esistenti e puntando sulle rotte europee più appetibili (come Parigi-Bruxelles, Atene-Salonicco, Londra-Edimburgo, ecc.); puntando infine sulla crescita internazionale del TPL in modo da creare opportunità di integrazione modale ferro/gomma nel trasporto passeggeri.

FUSIONE ANAS – FSI

Il Piano contempla un’altra grande sfida da portare a compimento negli anni a venire, che riguarda la fusione ANAS-FSI. Si tratta di un’operazione di particolare rilevanza per il nostro Paese, ma decisamente impegnativa, che già ha mostrato appieno l’estrema complessità insita nella sua attuazione. Qualche dettaglio numerico sul nuovo soggetto che si verrebbe a creare è funzionale ad una migliore comprensione della portata dell’operazione, così come del suo impatto socio-economico.

Basti pensare all’estensione della rete infrastrutturale di matrice stradale/autostradale e ferroviaria (oltre 40 mila chilometri sul territorio nazionale), da porre in capo alla gestione del nuovo soggetto, che ha orientato lo stesso dibattito pubblico maturato finora a parlarne nei termini di un vero e proprio «polo nazionale delle infrastrutture». Continuando a snocciolare le cifre di tale operazione, colpiscono il volume degli investimenti potenziali su base annua ascrivibili alla costituenda entità, pari a 7,2 miliardi di euro, e del fatturato complessivo stimato in 10 miliardi di euro. Il profilo sociale dell’operazione è tutto centrato sull’accorpamento dei 75 mila dipendenti provenienti dalle due realtà nell’alveo di un unico soggetto.

I numeri da soli però non sono sufficienti ad esprimere i potenziali benefici connessi alla fusione ANAS-FSI che potrebbero interessare, oltre alle società direttamente in questione, l’intero settore dei trasporti e della logistica favorendo la riduzione del differenziale di competitività (non solo di quello infrastrutturale) del nostro Paese rispetto ai suoi principali concorrenti. Da questo punto di vista, l’integrazione delle strategie di investimento potrebbe configurarsi come il primario valore aggiunto del nuovo soggetto, da cui discenderebbero a cascata ulteriori e numerosi vantaggi sotto il profilo sia gestionale sia operativo. Gli interventi da mettere in cantiere sarebbero individuati all’interno di un’unica cornice, con la possibilità di svolgere in modo congiunto la rilevazione dei bisogni infrastrutturali sul versante stradale-ferroviario e la pianificazione delle rispettive reti. La gestione condivisa degli appalti alimenterebbe benefici di medio-lungo termine, determinando economie di scala nei processi di approvvigionamento. Gli iter autorizzativi per alcune opere sarebbero oggetto di semplificazione ed il coordinamento delle politiche di pedaggio migliorerebbe l’uso delle infrastrutture esistenti. Con un simile assetto strategico, l’intermodalità potrebbe uscirne favorita grazie soprattutto all’ottimizzazione progettuale dei nodi di scambio e delle relative infrastrutture.

Ma anche per la possibilità di sviluppare «gestioni di corridoio multimodale», tarate sull’esigenza di soddisfare in modo sempre più adeguato la domanda internazionale, e sulla predisposizione di un’offerta integrata di servizi d’informazione all’utenza basata sull’utilizzo delle nuove tecnologie. La domanda di mobilità potrebbe essere soddisfatta in modo più puntuale, efficiente ed efficace anche grazie al coordinamento congiunto delle emergenze ed alle possibili sinergie nelle politiche di manutenzione delle reti. La stessa possibilità di avere un interlocutore unico nei rapporti con le Amministrazioni locali (in particolare con la committenza del TPL) avrebbe un impatto positivo. Il percorso della fusione è sicuramente una sfida impegnativa, ma funzionale alla crescita dell’Italia e del suo sistema industriale.

Hillary e l’October Surprise

12 Ott
12 ottobre 2016

clinton_trump

L’autunno è arrivato e gelido spazza via la mite stagione estiva. Anche l’autunno della politica è arrivato e se ne è avuta una riprova nel duello televisivo tra Hillary e Trump. Scontro tossico quasi plumbeo con momenti più da Grande Fratello che da battaglia per la leadership del mondo. Ma su questo vogliamo ancora essere chiari essendo ormai quasi due anni che a più riprese cerchiamo di illustrare perché Hillary sarebbe la giusta continuazione di Obama alla Casa Bianca.

Perché è donna, perché è preparata, colta e sensibile. E se poi non riesce ad essere accattivante negli abbracci con la folla, pazienza, ce ne faremo una ragione. Il danno che Donald Trump ha già fatto alla democrazia occidentale in genere è comunque vistosamente enorme. Le oligarchie imperanti nell’est ancora sovietico, le tirannie sparse ovunque, gli autoritarismi in genere rideranno beffardi dei meccanismi perversi della democrazia che portano una persona come Trump comunque ad un soffio dalla Casa Bianca.

Molti commentatori italiani e stranieri hanno sottolineato la povertà di contenuti, ma non hanno a sufficienza declinato due scomode verità. La prima: Trump, il suo personaggio e le sue volgarità hanno fatto impennare i consumi televisivi on e offline. Era insomma come offrire patatine fritte ai bimbi a merenda ed i giornalisti, le televisioni, tutto ciò che muove il mondo dello spettacolo e dei consumi non si sono fatti scappare l’occasione. Trump doveva andare avanti perché ogni giorno di più rimpinguava i budget pubblicitari e di ascolto. Certo Trump ha anche incarnato quel vento del no di cui parleremo in un prossimo articolo che sta devastando le democrazie occidentali.

La seconda: la tendenza al basso nel dibattito di questi mesi è stata solo e unicamente di Trump. Ad Hillary Clinton, giornalisti sussiegosi e maitre a penser esoterici hanno rimproverato che era troppo preparata, troppo brava, troppo secchiona insomma per apparire anche simpatica. Hillary ha cercato fino all’ultimo di spostare la battaglia sui temi della competenza e dei contenuti, ma Trump ovviamente non ha abboccato. Non sapendo niente di niente era per lui più comodo un confronto da bar e volgarità da spogliatoio, con aggiunta la spietata minaccia se eletto di mandare Hillary in galera.

Tutti attendevano l’October surprise, e c’è stata in effetti: è bastato semplicemente che Trump per qualche momento svelasse la sua reale caratura politica e culturale.