Archive for category: Esteri

25 anni dalla caduta del Muro di Berlino, Helmut Kohl e Giovanni Paolo II protagonisti dimenticati

11 Nov
11 novembre 2014

kohl_giovannipaoloIINei festeggiamenti per i 25 anni dalla caduta del Muro di Berlino, sono stati dimenticati, o non celebrati come avrebbero meritato, due protagonisti di quella pagina di storia.

Il primo è il cancelliere tedesco Helmut Kohl, uno dei più grandi statisti del Dopoguerra che ha guidato il processo di riunificazione della Germania con impegno e visione, senza farsi spaventare dalla cifra spaventosa che esso avrebbe richiesto.

Il secondo è Giovanni Paolo II, il Santo Padre, che con il suo pontificato diede una forte spallata al comunismo e a quel Muro di cui si celebra oggi la caduta.

(Foto: Bill Daten)

La sconfitta di Obama

07 Nov
7 novembre 2014

usa-obama

La sconfitta di Obama è stata netta, senza attenuanti, devastante.

Cerchiamo allora di comprenderne le ragioni.

  1. Tutti ma in particolare noi occidentali ci siamo aspettati troppo dalla presidenza Obama. Dopo la triste e crepuscolare presidenza Bush, il sogno americano sembrava rivivere nella luce calda di questa avvenente coppia afroamericana. E forse Obama non è stato all’altezza dei sogni che aveva generato.
  2. Quattro fattori tecnici: A) le elezioni di medio termine favoriscono sempre il partito all’opposizione della Casa Bianca. B) Il flusso di aiuti che il partito repubblicano ha avuto non si era mai veduto in elezioni di questo tipo. C) i candidati repubblicani sono stati studiati alla perfezione: sembravano democratici moderati e portavano con sé una voglia di fare ed un giovane entusiasmo che ha trascinato gli indecisi. D) La riforma sanitaria è stata sabotata con tutta evidenza dall’interno ed a questo si sono aggiunti colossali errori nella impostazione informatica.
  3. In Libia e con l’islamismo armato l’amministrazione è apparsa balbettante e invece di guidare l’Europa ha sbandato insieme al fedele alleato.

Detto tutto ciò Obama ha portato a casa tre grandi risultati che per mera sfortuna non gli vengono riconosciuti. A) La riforma sanitaria dalla quale indietro completamente non si tornerà più. B) L’eliminazione di Bin Laden con tutto quello che ciò ha comportato a livello psicologico nei governi del mondo ed in particolare in quelli arabi. C) L’indiscutibile andamento positivo dell’economia americana, con centinaia di migliaia di posti di lavoro creati. Ma, ironia della sorte, mentre in tutto il mondo le elezioni vengono decise dallo stato dell’economia dei singoli paesi, in America questa volta la popolazione non ha realizzato fino in fondo la portata positiva dell’andamento dell’economia statunitense.

Obama ha due anni davanti a sé per dimostrare che le luci di speranza accese nel mondo sei anni fa con la sua elezione non sono spente ed avevano un ragione di essere.

Ucraina, Putin e la tigre di carta

05 Mar
5 marzo 2014

Grandi articoli di critica a Vladimir Putin, ma un po’ di rigore storico ci permette, a noi da sempre -negli anni- strenui difensori della Tymoshenko, di fare 2 osservazioni di carattere generale:

  1. La Crimea si è sempre sentita figlia della grande madre Russia;
  2. L’aver abolito la seconda lingua, appunto quella russa, da parte del trasformistico parlamento di Kiev, è stata una grossa ingenuità. Ciò ha fatto gridare al tradimento la popolazione della Crimea ed ha permesso a Putin, primo caso della storia militare, di invadere una delle posizioni più strategiche al mondo senza sparare un solo colpo di fucile.

Ucraina: scheda della Repubblica di Crimea