Archive for category: Cultura

“Lei non sa chi sono io”, presentazione a Colle Val d’Elsa

11 Ott
11 ottobre 2017

Baudino stuzzica l’appetito dei lettori con il suo “Lei non sa chi sono io”

22 Set
22 settembre 2017

E’ uscito per l’editore Bompiani “Lei non sa chi sono io di Mario Baudino. Mario vecchio caporedattore delle pagine culturali della Stampa ha lavorato molto a questo testo che è un saggio romanzato sulla pratica e persino il culto dello pseudonimo nella letteratura. Ma tutto il libro è movimento, sorprese e un lungo gioco a rimpiattino dove da quinta di fondo vi è il mondo odierno delle fake news e della fake era. Ma andiamo con ordine.

Romain Gary è stato una di quella figure pubbliche che la Francia ha saputo esaltare nel Novecento: pilota di guerra (come Saint-Exupéry e André Malraux), eroe gollista, dandy, va da sé, elegantissimo e provocatorio, carisma indiscutibile, belle donne e vita inimitabile, o quasi. Si uccise con un colpo di pistola nella casa di Rue du Bac, a Parigi, il 2 dicembre 1980, uscendo alla sua maniera da un’esistenza dove soltanto sesso e letteratura gli parevano offrire qualche spunto di significato. Era trascorso poco più di un anno dal suicidio della seconda moglie, dalla quale ormai viveva separato da tempo pur avendo conservato rapporti di grande amicizia: l’attrice Jean Seberg, indimenticabile protagonista di A bout de soufflé. Aveva sessantasei anni, e morendo completò l’edificio per la sua leggenda critica. Oppure, se vogliamo, il suo “romanzo totale”.

Pochi mesi prima aveva scritto una breve memoria, che il 30 novembre spedì all’editore Gaston Gallimard perché la pubblicasse postuma. Si intitolava Vita e morte di Emile Ajar e terminava con un saluto piuttosto ironico: “Mi sono davvero divertito. Arrivederci e grazie.” (Ajar era stato in realtà per sei anni il suo doppio, un autore completamente inventato. Lui era un uomo maturo, Ajar un immaginario giovane “arrabbiato” che viveva in Brasile per via di certi conti irrisolti con la giustizia francese.)

L’incipit non poteva essere più scoppiettante: Romain Gary infatti vinse un Gouncourt nel 1956 con “Le radici del cielo” e divenuto Emile Ajar replicò trionfalmente con “La vita davanti a sé”. Nel primo dei suoi undici capitoli, Baudino collega con un avvicinamento degno dei migliori giallisti Romain Gary alla Ferrante. Bisogna infatti ricordare che lo scrittore avanza l’ipotesi letteraria che la Ferrante sia Anita Raja ma che Raja rivoltato è appunto Ajar.

Il libro è leggibile per così dire a dispense. Ogni capitolo narra una storia più curiosità ed anche motivazioni le più svariate che possono portare all’uso dello pseudonimo. La più affermata è quella tutta pirandelliana di essere uno, nessuno e centomila. Ma ve ne sono anche altre di natura più squisitamente difensiva sia riferito ai servizi segreti sia a religioni e cognomi scomodi sia all’evidente desiderio di stupire e scandalizzare come nel caso di George Sand.

Nella classifica degli pseudonimi senz’altro Henri Beyle ovvero Stendhal li batte tutti arrivando alla frenetica produzione di ben 350. Stendhal è in realtà il nome di una città prussiana scelta perché probabilmente fa rima con scandal e con questo nome Henri Beyle pensava di raggiungere la gloria e di gloria vera si tratta: da il Rosso e il Nero alla Certosa di Parma a Lucien Leuwen tutti di romanzi straordinari e che hanno segnato la storia universale della letteratura. Protettori, amanti di rango pronte a qualsiasi cosa per lui completano il personaggio, ma non aggiungono nulla alle straordinarie capacità letterarie di Stendhal perché due sono le osservazioni di fondo che paiono emergere dalla analisi di Baudino. La prima: gli pseudonimi portano fortuna? Ebbene signori miei senz’altro si nella gran parte dei casi. Questo è quanto spiegano del trame del libro. Secondo: sono tutti grandi autori coloro che adoperano uno pseudonimo? Qui la risposta che il nostro ci da è più articolata. La galleria sterminata di autori che esso cita fanno propendere per il si ma vi è poi quasi una sorta di internet surreale, il mondo sconosciuto di milioni di “scriventi” che viceversa nessuno conoscerà mai, pseudonimi o no, che si perdono nelle vie lattee della carta stampata.

Ma torniamo al nostro testo. Dicevamo che può essere letto a dispense: Ernest Hemingway che sponsorizza per il Nobel “quel meraviglioso scrittore di Isak Dinesen” che altri non era se non Karen Blixen, la splendida storia di Historie d‘O di Pauline Réage dietro cui si nascondeva una traduttrice (ahi ahi queste traduttrici n.d.r.) come Dominique Auly. Certo è indubbio che i testi affrontati in questo libro sono tanti e così avvincenti e così da libreria stregata che ci permettiamo di annunciare una nostra modestissima teoria: Mario Baudino ha voluto invogliare i lettori a leggere Stendhal e Orwell, la Ferrante e Karen Blixen, Natalia Ginzburg e Alberto Moravia per dire a tutti noi di leggere, leggere, leggere, e se poi la via faticosa della lettura è allietata ogni tanto alla fonte riposante della ricerca scherzosa su l’equipe Ferrante o su Romain Gary diciamo a Baudino che di scrivere questo libro è valsa la pena.

Premio letterario Brignetti, vince Domenico Starnone con “Scherzetto” – Il servizio del TG5

12 Lug
12 luglio 2017

Il Tg1 a Colle per “Il libro, casa comune”

05 Mag
5 maggio 2017

Il servizio di Virginia Volpe da Colle Val d’Elsa per raccontare “Il libro, casa comune”, convegno con cui il Prof. Alberto Brandani ha presentato l’iniziativa di donazione di 5.000 libri alla locale biblioteca comunale.

La Rai racconta “Il libro, casa comune”

20 Feb
20 febbraio 2017

Il servizio di Rosellina Mariani da Colle di Val d’Elsa, servizio andato in onda su RaiUno Sabato 19 febbraio. All’interno trovate l’intervista al Prof. Alberto Brandani ed allo scrittore Ernesto Ferrero, già direttore del Salone del libro di Torino.

Cinquemila libri alla biblioteca, Brandani rende omaggio al sapere

29 Gen
29 gennaio 2017

logo_la_nazione

Domenica 29 gennaio ’17

Folla alla consegna nell’Aula magna del Palazzone

di Paolo Bartalini

Una comunità profondamente legata ai libri, alla cultura, al sapere. Significativo il colpo d’occhio nell’Aula Magna del Palazzone: la testimonianza di affetto verso il mondo della conoscenza è giunta direttamente dalla notevole partecipazione, un po’ da tutto il comprensorio valdelsano, al convegno voluto in occasione del dono del professor Alberto Brandani alla Biblioteca comunale Marcello Braccagni: 5 mila documenti, fra libri e riviste, di cui circa 3mila già consegnati e di restanti da depositare da qui ai prossimi anni.
MANAGER, studioso, Brandani è oggi presidente di Federtrasporto, ente che raggruppa gli operatori e i gestori di infrastrutture nel settore della logistica aderenti a Confindustria. Un patrimonio che si arricchisce e che si completa, dunque, con questa ulteriore donazione, visto che il Fondo Brandani, presso la Biblioteca colligiana era stato costituito già vent’anni or sono. Ieri pomeriggio una cerimonia ufficiale ma soprattutto un «momento di vicinanza», è stato detto in apertura, di unacittà e di un circondario nei confronti di un oggetto, il libro, «che è parte delle nostre vite»: così ha spiegato il direttore del Centro studi americani, Paolo Messa, nel suo ruolo di moderatore del dibattito durante i lavori di un evento non a caso denominato «Il libro, casa comune». Nel gesto di Brandani, il sindaco Paolo Canocchi ha individuato «un segno di speranza e un atto di incoraggiamento» per la comunità locale e per una Biblioteca che si avvale anche dell’instancabile apporto di volontari per la promozione della lettura di romanzi, saggi, opere poetiche e di tutti gli altri generi dell’ampio ventaglio. Alle responsabili della struttura, Laura Nocentini (che è ora in pensione) e Nicla Senesi, Alberto Brandani ha voluto dedicare la sua donazione: «Grazie al loro lavoro –ha detto il professor Brandani, seduto al tavolo dei relatori– la Biblioteca Marcello Braccagni rappresenta un autentico riferimento per il territorio.
SI CAPISCE perfettamente dalle cifre,dagli oltre 25 mila utenti del 2016: la più elevata affluenza della provincia». Un piccolo comitato organizzatore ha accompagnato idealmente la realtà colligiana al giorno della donazione delle opere di Brandani: tappe rimarcate e ripercorse da Alessandro Malandrini, presidente della società Amici dell’Arte. Sull’interesse per la lettura come incentivo verso un rinnovato desiderio di conoscenza, si sono soffermati gli ospiti illustri di una manifestazione impreziosita anche dai contributi del direttore del Salone del libro diTorino, Ernesto Ferrero,e del professor Marino Biondi, docente dell’Ateneo fiorentino oltre che critico letterario e autore di numerosi saggi. Tutto nel ricordo, sempre da parte di Alberto Brandani, di una figura di rilievo assoluto nel panorama culturale colligiano: Lovanio Rossi,che della Biblioteca comunale fu direttore dal 1948 al 1955.

[N-SIE - 14]  NAZIONE/GIORNALE/SIE/14 ... 29/01/17

La donazione di Brandani. Cinquemila volumi al Comune

28 Gen
28 gennaio 2017

logo_la_nazione

Sabato 28 gennaio ’17

Oggi cerimonia e convegno al Palazzone

5MILA documenti, fra libri e riviste, di cui circa 3mila già consegnati ed i restanti da depositare nei prossimi anni con una media di 300 all’anno, complessivamente oltre 5.000 volumi.
E’il valore della grande donazione del professor Alberto Brandani alla biblioteca «Marcello Braccagni» di Colle Val d’Elsa.Un evento, una scelta che valgono il convegno promosso oggi, alle 17, presso l’aula magna del Palazzone, dal Comune di Colle: «Il libro, casa comune» in occasione della cerimonia ufficiale della donazione.
Dopo i saluti del sindaco Paolo Canocchi, del presidente della Società «Amici dell’arte» Alessandro Malandrini, del direttore generale Biblioteche Mibac, Rosanna Rummo, sono previsti gli interventi di Ernesto Ferrero direttore del Salone del libro di Torino, di Marino Biondi critico letterario, saggista e docente di ’Storia della critica e della storiografia letteraria’ all’Università di Firenze. Fra i relatori,le bibliotecarie di Colle, Laura Nocentini e Nicla Senesi; e il professor Alberto Brandani. Modererà il dibattito il direttore del Centro studi americani Paolo Messa. «La donazione –dice Alberto Brandani–completa il ’Fondo Brandani’della Biblioteca di Colle, costituito circa venti anni fa. Vorrei dedicarla alle due bibliotecarie, Laura e Nicla, perché è grazie al loro lavoro, insieme a quello di tanti appassionati volontari, che oggi la Biblioteca Braccagni rappresenta un fiore all’occhiello della realtà colligiana con una media di 90 utenti al giorno e con la più alta affluenza di tutta la provincia di Siena per un totale di 25.155 utenti nel 2016. Il mio ricordo va anche al preside Lovanio Rossi, grande lettore e direttore della Biblioteca dal 1948 al 1955, figura di rilievo per la vita culturale di Colle. La speranza –conclude Brandani- è che questo fondo possa essere un ulteriore motivo di lettura, conoscenza e dialogo per i colligiani”.

[N-SIE - 19] NAZIONE/GIORNALE/SIE/18 ... 28/01/17