Archive for month: aprile, 2016

Riforma dei porti: necessaria un’inversione di rotta

29 Apr
29 aprile 2016

Portoferraio

Una riforma organica della portualità nel nostro Paese, attesa da molto tempo dagli operatori del mondo dei trasporti, sembra ancora lontana dal suo compimento. La revisione della disciplina sulle Autorità Portuali (legge 84/94), che avrebbe dovuto rappresentare uno dei pilastri della riforma, così come tracciata nello schema di D.Lgs. approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri a fine gennaio ed ora in fase di compimento del suo iter legislativo, definisce un riassetto della governance portuale non soddisfacente.

Malgrado la presenza di alcuni elementi positivi, lo schema di provvedimento non appare adeguato nel suo complesso alla sfida ambiziosa di rilancio della competitività del settore secondo i profili di intervento indicati dal Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica (PSNPL).

Apprezzabile è l’opera di razionalizzazione e di accorpamento delle Autorità portuali, che nella loro nuova veste di Autorità di Sistema Portuale (AdSP) passerebbero da 24 a 15. Possono essere accolte con favore inoltre le misure di semplificazione delle procedure legate alla realizzazione dello Sportello Unico Amministrativo, dello Sportello Unico Doganale e dei Controlli, del Corridoio Doganale Ferroviario.

D’altro canto, rilevanti e numerose sono le criticità che costellano lo schema di provvedimento: l’eccessiva centralizzazione dei poteri nella figura dei Presidenti delle AdSP; la composizione quasi esclusivamente pubblica dei diversi enti della governance portuale e la non chiara ripartizione di competenze tra di essi; le funzioni limitate e le modalità non selettive previste per lo svolgimento del partenariato economico-sociale nel nuovo assetto istituzionale.

Su tutte pesa come un macigno l’estromissione delle rappresentanze delle principali associazioni delle categorie operanti in ambito portuale dal Tavolo Nazionale di Coordinamento delle AdSP e dai Comitati di Gestione, con la parallela assegnazione ad esse di una mera funzione consultiva nell’ambito del Tavolo del Partenariato della Risorsa Mare la cui istituzione è prevista in ogni AdSP.

Non resta dunque che auspicare un’inversione di rotta durante l’iter legislativo del provvedimento tale da rimuovere le sue numerose criticità, restituendo agli stakeholder economici più rappresentativi la possibilità di partecipare alla definizione delle strategie politico-commerciali dei porti.

In caso contrario, risulterebbe seriamente compromesso l’impianto strategico del PSNPL e, dunque, il rilancio portuale-logistico del Paese.

Alberto Brandani (Federtrasporto) ospite di Radio1 News Economy

27 Apr
27 aprile 2016

Nuove barriere in Europa, gli effetti economici sarebbero devastanti. Il Presidente di FedertrasportoProf. Alberto Brandani, ne ha parlato ai microfoni di Radio1 News Economy.

La terna finalista del 44^ Premio Letterario Internazionale Brignetti

13 Apr
13 aprile 2016

Terna Finalista Premio Letterario Brignetti Elba 2016

La Giuria Letteraria presieduta dal Prof. Alberto Brandani e composta da Giorgio Barsotti, Mario Baudino, Marino Biondi, Francesco Carrassi, Giuseppe Conte, Teresa De Santis, Ernesto Ferrero, Francesco Giorgino, Giuseppe Mascambruno, Massimo Onofri, Antonio Patuelli, Silvia Ronchey ha selezionato la terna finalista che concorre al Premio Letterario Internazionale Isola d’Elba -Raffaello Brignetti per la 44^ edizione – anno 2016.

Le tre opere prescelte, che saranno adesso sottoposte al giudizio dei Giudici Lettori sono:

COSTELLAZIONE FAMILIARE di Rosa MATTEUCCI – editore ADELPHI
L’IMPOSTORE di Javier CERCAS – editore GUANDA
TERAPIA DI COPPIA PER AMANTI di Diego DE SILVA – editore EINAUDI

Il Presidente della Giuria Letteraria Prof. Alberto Brandani ha così commentato: “ringrazio tutti i colleghi della Giuria Letteraria per il gran lavoro svolto: contatti ed incontri e non solo in quest’ultima settimana. La rosa dei tre nominativi è di grande livello. Cercas, De Silva e Matteucci offrono alla Giuria Popolare un’ampia possibilità di scelta a livello europeo ed italiano”.

Boccia: equilibrio e cultura industriale al potere

08 Apr
8 aprile 2016

Boccia

L’elezione a Presidente di Confindustria di Vincenzo Boccia permette alcune riflessioni sia nel metodo sia nel merito. Dal punto di vista del metodo è stato un grande test di democrazia.
La Commissione dei Saggi ha ascoltato centinaia di operatori economici, ha ascoltato i quattro iniziali candidati, li ha infine ridotti a due. Se si considera che Boccia ha preso 100 voti, Vacchi 91, che tre dei grandi elettori erano in missione in Qatar ed uno assente giustificato per motivi di salute, il messaggio che si può cogliere è quello di una partecipazione totale, appassionata, con momenti di tifo spinto e con i due candidati che hanno dato prova di signorilità e fairplay indiscutibili. Si parla tanto di crisi della partecipazione, ma qui ci troviamo di fronte esattamente all’opposto. Altro che primarie online o pasticciate.

Anche il dopo elezioni è stata una novità positiva perché il candidato sconfitto Vacchi ha subito riconosciuto l’onore delle armi al vincitore e ha dato la sua disponibilità ad una ricomposizione. Se questo vale per Vacchi, vale tanto più per Boccia che ha fatto del dialogo, della concertazione e della partecipazione la cifra ed il dna della sua esperienza associativa. Ad una lettura attenta i programmi non sono così distanti, ed entrambi impegnativi.

Sul piano dei contenuti Boccia ha mostrato equilibrio e cultura industriale.

Va affrontata la questione della produttività e del rapporto costo del lavoro/unità di prodotto;
Una organica riflessione di politica economica che porti a ridurre il deficit competitivo con, ad esempio, le aziende tedesche. A parità di condizioni, per ogni 100 euro di tasse che paga l’impresa tedesca la nostra paga 120 euro, quindi, questione produttiva e questione fiscale;
Va drasticamente ridotto il gap infrastrutturale. Il manifatturiero è vitale, ma se non c’è un sistema trasportistico che lo colloca in condizioni di mercato siamo enormemente danneggiati. Occorre perciò un concetto largo di politica industriale che comprenda il manifatturiero, i trasporti, le infrastrutture, la digitalizzazione (ancora troppo Cenerentola).
In questa cornice va enucleato ed approfondito il tema fondamentale dei contratti di lavoro. Da un lato il contratto nazionale che deve essere una serie di regole e di accordi generali che valgono per tutti (ed in particolare per chi non ha gli integrativi) e poi i contratti aziendali di secondo livello che coniughino modalità organizzative innovative, investimenti e situazioni premiali per i lavoratori. La partecipazione insomma, che ha dato buona prova di se in Germania, anche se fra i padri della stessa vi era un illustre politico italiano (cfr. Amintore Fanfani).

Per Boccia insomma un cammino non facile, ma l’uomo ha dalla sua la consapevolezza della sfida, il senso dell’unità ed anche l’entusiasmo per una vittoria sul filo di lana e la saggezza popolare ci rammenta che “la fortuna aiuta gli audaci”.