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“Maestre d’Italia”: Sante subito

23 Feb
23 febbraio 2016

Maestre d'Italia

C’è una categoria nel nostro Paese che a mio parere svetta in cima alle professioni più meritevoli, senza nulla togliere a nessun altro lavoro.
Fino agli anni Settanta i ragazzi erano educati dalla famiglia, dalle parrocchie, dalle sezioni di partito (dei grandi partiti) e dalle maestre. L’autorità di quest’ultime era intangibile ed indiscussa. Oggi sono scomparse le sezioni dei partiti, si sono rarefatte le presenze delle parrocchie e soprattutto è fortemente scomparsa la famiglia, come bussola fondamentale della vita sociale.
Alla famiglia si è sostituita una serie di individualità esasperate e di capricci tirannici di bambini che non hanno più gerarchie sicure di riferimento. Non a caso gli sceneggiatori televisivi, consapevoli della realtà che ci circonda, tendono a trasformare il concetto di famiglia in un grande barnum televisivo dove … “tutto può succedere”.
In questo contesto resta in piedi eroicamente solo la figura della maestra la cui autorità si pretende anche di discutere. Le “Maestre d’Italia” sono fatte con lo stampino: non prendono mai malattia, si preparano in modo maniacale anche nel week end alle lezioni del Lunedì, danno ai nostri figli nozioni, insegnamenti, metodi di lavoro e valori da seguire.
La loro principale attività è didattica in un perenne “repetita iuvant”. Insegnano durante le ore di lezione, durante l’intervallo, cercano di insegnare ai genitori dei ragazzi e, ovviamente, continuano questa loro attività anche in seno alle proprie famiglie. Un h24 dove non si salva nessuno, lo dico con benevolenza, figli, padri, mariti e/o fidanzati. A questo si aggiunga classi numerose, multietniche all’ 80% e con uno sfavillio di fidanzati nuovi per le mamme e di nuove compagne per i mariti sconsolati.
In questa loro lodevole attività, il colmo è che i genitori non sempre sono a loro sostegno ma spesso hanno da criticare e per di più usando gli infernali strumenti della modernità (da facebook a whatsapp). Mamme preoccupate che i bambini abbiano troppi o pochi compiti, che le maestre facciano troppi dettati, o magari troppe tabelline. Insomma le poverette sono sottoposte anche a questo ulteriore giudizio massmediologico.
C’è una giustizia però. Ed infatti, al termine delle elementari, gran parte dei ragazzi e delle famiglie riconosce alle maestre il loro importante ruolo in una “società liquida” dove aggrapparsi ai valori è sempre più difficile.

L’eterna giovinezza… di Milly e del suo lavoro

17 Feb
17 febbraio 2016

Ballando con le stelle

Domani Porta a Porta celebrerà i suoi 20 anni e tra i primi ospiti di quel lontano ’96 vi era Milly Carlucci. Bella, colta e radiosa. Viene da chiedersi quale sia il segreto di questa eterna freschezza. Certamente influiscono la serenità degli equilibri familiari e una vita morigerata (alimentazione perfetta e la sera a letto presto). Però il vero segreto consiste nella continua capacità di fare il suo lavoro, rinnovandone gli entusiasmi, le atmosfere, i colori ed i protagonisti.
Solo così si spiega il rapporto d’amore che dura ormai da anni fra Milly, gli italiani ed il ballo in tv.
Era il 2004 quando Milly Carlucci irruppe negli uffici della società di produzione Ballandi dicendo di aver visto sulla BBC inglese un programma meraviglioso: “Strictly come dancing”.
Era il periodo in cui in tv il ballo e i balletti erano visti più o meno come il demonio, una sorta di intermezzo pubblicitario, come una pausa nel vero spettacolo, fatto spesso di comici e canzoni.
Imperversavano Fiorello e Panariello, Morandi e Celentano, “one man show”, dove il ballo al massimo era ridotto a ruolo di stacchetto.
Così l’idea non è che piacque molto, ma il generale Carlucci, come la chiamano nei corridoi di mamma Rai per il suo spirito battagliero, ha cominciato a stalkerizzare chiunque gli capitasse a tiro e alla fine l’allora direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce cedette al forcing della bionda conduttrice.
Quattro puntate da effettuarsi a gennaio 2005.
“Ma vedrai che lo chiuderanno dopo due puntate”, si vociferava nei mitologici corridoi, “… capirai il Sabato su Canale 5 c’è il Bagaglino!”.
E invece il programma danzerino della Carlucci ottenne un successo straordinario e le puntate divennero otto. “Ballando con le stelle” ha dato il via alla formatizzazione del programma che, non a caso, nel resto del mondo usa la traduzione del titolo italiano, negli Stai Uniti per esempio “Dancing with the stars”.
L’anno successivo, forte dell’ingaggio di Maradona e del consolidamento dell’affetto del pubblico, “Ballando con le stelle” prevalse largamente contro “C’è posta per te” di Maria De Filippi. Da lì in poi tante edizioni con tante stelle da Naomi Campbell e Emanuele Filiberto, da Bobo Vieri a Anna Oxa.
Un po’ come la settimana enigmistica il programma ha vantato nel tempo diversi modesti tentativi di imitazione quali “Let’s dance” con la De Filippi, “Baila” con Barbara D’Urso e “La Pista”con Flavio Insinna.
Milly è pronta a tornare in pista Sabato 20 Febbraio, su Rai 1. A riaccendere la febbre del sabato sera ci saranno Rita Pavone e Lando Buzzanca, Pierre Cosso e Asia Argento, Salvo Sottile e Enrico Papi, Platinette e Margareth Madè, la campionessa down Nicole Orlando e il divo del Segreto Iago Garcia. E poi un tris di belli, i semisconosciuti Daniel Nilsson, Michele Morrone e Luca Sguazzini. Anche noi telespettatori stiamo scaldando i motori!