Archive for month: febbraio, 2015

A tutto gas. Putin, l’Ucraina e le relazioni Usa-Unione Europea

28 Feb
28 febbraio 2015

Rete Gas Ucraina

La vicenda dell’Ucraina è stata sottovalutata sin dall’inizio ed oggi ci troviamo in una difficoltà estrema nel capire se Putin intenda fermarsi ai confini già di fatto tenuti o se voglia andare comunque avanti.
I mondi dell’energia e in particolare quello del gas naturale ci possono illuminare una scena abbastanza fosca. Vediamo cosa dicono le principali fonti internazionali.
Il gas naturale ha un ruolo strategico per Mosca, soprattutto nelle relazioni con l’Unione europea e l’Ucraina, pur rappresentando soltanto il 14% delle entrate derivanti dalle esportazioni (contro il 50% di quelle originate da greggio e prodotti petroliferi). Con l’insediamento di Putin, la fornitura di gas naturale è diventato uno strumento politico che ha consentito alla Russia di affermare la propria influenza sul mercato europeo.
A causa della rete di gasdotti esistente, numerosi Paesi dell’UE non hanno finora avuto alternative al rifornimento di gas dalla Russia. L’egemonia russa sul mercato europeo si sta però indebolendo. Diversi fattori concorrono a frenare e riorientare la domanda espressa dagli acquirenti europei: la caduta dei prezzi di petrolio e gas, lo sfruttamento dello shale gas statunitense, le politiche energetiche attuate dall’UE.
Numerosi contratti di fornitura di Gazprom, la più grande compagnia russa di estrazione e vendita del gas, sono legati all’andamento del prezzo del petrolio, il cui crollo sta alimentando la flessione del prezzo medio del gas (previsioni per il 2015: una riduzione al livello di 200-250 dollari per migliaia di metri cubi. Nel primo trimestre del 2014 il prezzo era pari a 352.70 dollari).
Gli acquirenti europei stanno chiedendo condizioni economiche di fornitura più favorevoli in sede di rinegoziazione dei contratti, a partire dall’Austria. La stessa Ucraina ha ridotto le proprie importazioni dalla Russia (2013: 95%; 2014: 70%). La compagnia ucraina Naftogaz prevede che nel 2015 almeno il 60% del gas naturale arriverà dall’UE, anche grazie ai progetti di quest’ultima volti a promuovere i flussi dall’Ovest verso Est, in particolare attraverso la Slovacchia.
Lo sfruttamento statunitense dello shale gas e di altri gas non convenzionali ha frenato la domanda europea, provocando minori importazioni di carbone da parte degli Stati Uniti. Ciò ha determinato il crollo del prezzo europeo del carbone e rimesso in discussione, ad esempio, le scelte energetiche della Germania. Quest’ultima sta sfruttando sempre di più il carbone per la produzione di energia elettrica.
L’UE ha lavorato nella direzione di “depoliticizzare” la fornitura del gas naturale, a partire dalla separazione delle fasi di produzione da quella del trasporto. Gazprom non potrà più essere impegnata su entrambi i fronti almeno in Europa.
Gazprom sta reagendo a tali dinamiche reimpostando la propria strategia di sviluppo. Dopo la cancellazione del South Stream project, ha annunciato di volere realizzare un nuovo gasdotto sotto il Mar Nero che consentirà di inviare il gas in Europa tramite la Turchia, aggirando così l’Ucraina. L’accordo con la Turchia dovrebbe essere firmato nel secondo trimestre del 2015, con l’obiettivo di avviare la fornitura per la fine del 2016. Secondo alcuni analisti, tra le intenzioni di Gazprom c’è quella di spostare l’attenzione dal mercato europeo a quello asiatico, in particolare pianificando nuovi gasdotti verso la Cina.
Questo il quadro ad oggi. Nei prossimi giorni vedremo quanto l’America intenda utilizzare l’espansionismo di Putin per rilanciare il trasporto in Europa di gas americano attraverso apposite navi.
Siamo solo agli inizi di una sfida epocale.

Federica Mogherini e la politica estera europea

27 Feb
27 febbraio 2015

Federica MogheriniSecondo ambienti diplomatici solitamente ben informati, la Commissione Europea avrebbe affidato alla Signora Ashton (predecessore della Mogherini) il dossier sul nucleare iraniano, paradossale veramente.
Sarebbe come se il presidente Mattarella avesse assegnato al Senatore Napolitano il seguimento di una delle commissioni del CSM!!
In Ucraina il Ministro degli Esteri europeo è stato senza dubbio alcuno Angela Merkel e tutti si sono inchinati di fronte all’evidenza: solo la Merkel può fare qualcosa.
In queste ore sembra però che la Commissione Europea crei uno speciale comitato difesa affidandola all’ex Ministro francese Barnier (materia che sarebbe in capo all’alto commissario Mogherini).
Vogliamo sperare che queste informazioni siano non attendibili perché altrimenti diventa difficile capire il ruolo del nostro alto commissario. Ruolo che, a questo punto, l’Italia ha interesse sia autorevole ed intiero.

Mattarella, tre indizi non fanno una prova ma… fanno ben sperare

18 Feb
18 febbraio 2015

Insediamento di MattarellaL’avvio della presidenza Mattarella è stato segnato da tre indizi di comportamenti presidenziali che lasciano francamente ben sperare.

  1. L’arrivo a Palermo per la consueta privatissima visita al cimitero dove riposa la moglie amatissima su volo di linea. I passeggeri increduli, la stampa pure, i quirinalisti attoniti. Messaggio composto e neppure divulgato. La vera divulgazione è nel gesto in se stesso.
  2. Apertura del Quirinale tutti i giorni ai visitatori. Anche qui esempio di moderazione attenta, non si abbandona il Quirinale ma lo si apre tutti i giorni e si “invita” gli uffici ad arretrare di qualcuna delle 1200 stanze del palazzo.
  3. La scelta del segretario generale. Gli esperti di Quirinale avevano fatto altri nomi. Il Presidente ha scelto Ugo Zampetti già segretario generale della Camera dei Deputati. Cosi facendo si è mosso in piena autonomia concettuale nei confronti della vulgata del presidente del Consiglio che sembra voler rottamare tutto e tutti. Ha ribadito in buona sostanza che competenza, intelligenza e saggezza non hanno età e questo essere il suo metro di paragone.

Se il metro di valutazione può apparire diverso da quello di Renzi, assoluto è invece il rispetto delle norme (volute da questo Governo ndr), infatti il segretario generale prescelto lavorerà senza compenso alcuno. Con il che il Presidente della Repubblica ha colto due obiettivi: ha scelto una persona competente e ha fatto risparmiare allo stato diverse centinaia di migliaia di euro.
Come inizio non c’è che dire: niente male.